Black Dahlia

Ho visto, con l’immaginazione, un film che non ha ancora visto nessuno: “Black Dahlia” di B. De Palma. Perchè “La Dalia Nera” è il migliore e il mio primo Ellroy, letto dietro consiglio di un vero libraio, come nelle grandi cittĂ  davvero non ci sono piĂą, e infaustamente piĂą volte consigliato.
(Perchè è un libro dove la violenza traborda le pagine e ti fa male). Perchè sono sicuro che De Palma tradurrĂ  (come Hanson in L.A. Confidential ) con la necessaria patina anni quaranta e la usuale competenza, nè mancherĂ  il piano sequenza pezzo-di-bravura che farĂ  tutto (con l’esclusione della hors categorie Scarlett Johansonn) molto giĂ  visto.
Magari mi sbaglio ma si rilanceranno le storie trucide della Holliwood nera (che giĂ  infestano il web e ho paura anche solo a citarle).
Magari mi sbaglio ma ugualmente mi premunisco e provo a procurarmi una copia di “La Dalia Azzurra“, il film del 1947 alla base del soprannome della vera vittima. Un film veduto l’ultima volta una ventina d’anni fa ma ancora abbastanza in memoria (grazie ad un’altra hors categorie: Veronica Lake).

26 luglio 2006 - 18:44 | categorie: Bibliotheca, Black & White, Sinestesia | tags: | Nessun commento

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