Dove si dice del nuovo tema di questo sito — Della tenacità di WordPress e della mia— Venticinque anni di inutili soliloqui — Ora si entra nel merito dei tipici personaggi nelle storie di Jules Verne o Giulio Verne — Archetipi e Stereotipi ci aiutano a ricordare il nome dei personaggi — Aggiunte in sovrappiù qualche immagine d’epoca dalle prime edizioni dei Viaggi Straordinari

Se vi interessa, questo mio blog compie 25 anni nato prima su blogger (esistente tuttora, non è stato ucciso — per il momento — da Google) poi per un piccolo periodo su una piattaforma tedesca che si chiamava (beh anche questa è ancora esistente) antville prima di sbarcare su WordPress (che nel 2001 non c’era).
È anche testimonianza della validità di questo software, WordPress, che ho amato e un po’ odiato ma ancora nell’era (iniziale) della intelligenza artificiale continua da vent’anni ad essere la più pratica soluzione per mettere su un sito “vecchio stampo” online. Efficace, efficente, veloce. Nonostante i casini di interfacce e novità. In particolare pian piano la scrittura a blocchi (per quanto ancora con una esperienza utente un po fiacca) alla fine mi ha convinto.
Comunque per festeggiare il venticinquennale ho preparato una nuova versione del tema di wordpress “Hatteras” che scrissi forse 15 anni fa (allora a mano, html e css, come si faceva) e l’ho installato.
Hatteras, basato sul bel boilerplate “Tailpress” è, come il suo predecessore, inspirato alla grafica delle prime edizioni delle opere di Jules Verne in Francia e Gran Bretagna.
I colori sono presi dalla copertina della prima edizione de “Le avventure del Capitano Hatteras” e le immagini utilizzate sono delle prime due edizioni (1866 Édouard Riou et Henri de Montaut ). L’ispirazione è l’artico, il pack, i Voyages Extraordinaires, e la memoria di un classico verniano letto l’ultima volta una quarantina abbondante di anni fa. Hatteras è un tema basato sulle schede tipiche di tailwind css con la possibilità di inserire i widget di wordpress nel footer.
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Ho provato a rileggere qualcosa di Jules Verne, anche abbastanza recentemente: Cinque Settimane in Pallone, per esempio, rimane un romanzo interessante e coinvolgente anche quando notiamo come e quanto sia invecchiato.
I personaggi verniani sono stereotipati ma coinvolgenti. C’è l’inglese o americano o alfa-europeo intraprendente e pragmatico spesso monomaniaco (Ferguson, Fogg, Barbicane, etc,), a volte coincidente con / a volte affiancato dallo scienziato-ingegnere teorico distratto (Aronnax, Lidenbrock, Cyrus Smith), il servitore fedele o la guida, spesso locale o “etnico” (Passepartout, Nab, Joe, il cacciatore di edredoni Hans) e a se si arrivava ad un quartetto compare spesso o un giovane o un deuteragonista uomo d’azione.
Donne? Non pervenute, con pochissime eccezioni in opere più tarde. L’unica davvero protagonista è “Aouda” l’indiana del Giro del Mondo che complare come damigella in pericolo ma pian piano evolve.





Immagini tratte dal bel sito The Illustrators of Jules Verne’s Voyages Extraordinaires




