Anni Venti

Cum vix justus

9 min elfo

affresco di Buonamico Buffalmacco raffigurante il Trionfo della Morte è il primo di una serie di tre grandi scene per il Campo Santo di Pisa e fu eseguito nel 1336-41

L’intelligenza artificiale e il futuro che ci aspetta

Quid sum miser tunc dicturus?
Quem patronum rogaturus,
Cum vix iustus sit securus?

È un mondo difficile e vita intensa,
felicità a momenti e futuro incerto

Quando a malapena il giusto potrà ritenersi sicuro.

A stento, a fatica (vix) il giusto si salverà.

Nella sequenza del Dies Irae, un altro di quei monumenti della liturgia cristiana (il cui valore teologico non so quanto sia ritenuto attuale, ma questo è un campo in cui non mi azzardo manco a fare supposizioni) è riportato punto per punto con una precisione da documento tecnico come si svolgerà il giorno del giudizio. Sarà dura per il giusti (che sono pochi) figuriamoci cosa ne sarà di noi peccatori (di me misero, dice il Dies Irae in prima persona). Un testo di sovraumana bellezza anche solo a leggerlo e perfettamente adattato dai grandi musicisti nelle loro prove di bravura.

Che sarà di me nel futuro di una singolarità “soft”1 che sale piano questa ripida curva ma inarrestibilmente, dove anche chi è meglio attrezzato (per cultura, formazione, risorse, intelligenza) a malapena sarà sicuro?

Ho ripreso a programmare (il vibe coding è programmazione?). Le ultime cose che avevo fatto erano dieci anni fa quando ancora facevo lavori di front end e i miei codici erano sostanzialmente script web (Javascript e frameworks tipo Jquery) un po di PHP oltre ai linguaggi di marcatura. Il coding di una persona della mia età è passato per tante fasi (io ho iniziato a programmare con il basic del C64, il linguaggio macchina del 6502/6510, poi la programmazione strutturata di Pascal e Turbopascal, un po’ di C e poi basta perchè ho fatto altro). È stato drammatico ma divertente, già adulto, imparare un po’ di programmazione ad oggetti (in JS e Java) per diletto più che altro.

Insomma, grande premessa, per dire che non avevo molto chiaro le caratteristiche dello sviluppo moderno per le applicazioni ibride. Con molta onestà l’ho detto a Gemini 3 (ma avrei potuto usare qualsiasi LLM moderno) e gli ho chiesto un crash course, dicendo da dove partivo e dove volevo arrivare.

Mi ha seguito passo passo esattamente fino a dopo volevo arrivare, dandomi schemi, rispondendo alle mie domande. Non ho voluto, ma sarebbe stato facilissimo, farmi fare un test o delle domande e darmi una valutazione.

Mi ha portato dal punto di partenza al punto di arrivo con efficenza e garbo come un gentile precettore. (Poi magari il punto di arrivo non è un gran che ma quello è basato sui miei input.)

Io sono bravo nel mio lavoro (insegnare) ma Gemini (CharGpt, Claude, Deepseek, quello che vuoi) è più bravo di me.

Legge dell’AI empirica

Una intelligenza generativa documentata e aggiornata, controllata in maniera esperta è migliore di un esperto di settore.

I problemi ci sono e sono riconosciuti da chi lavora spesso con gli strumenti AI

ProblemaChe cos’èEffetto pratico
AllucinazioneIl modello produce un contenuto fluente ma falso o non supportato. L’errore è pericoloso perché l’output appare plausibile e quindi passa facilmente per vero.
Overconfidence / miscalibrationIl modello “sembra sicuro” più di quanto sia davvero accurato. Per l’utente questo è peggio del semplice errore, perché riduce la capacità di capire quando fidarsi.
SycophancyIl modello tende ad allinearsi alle convinzioni dell’utente invece che alla verità. In pratica l’LLM non “corregge” l’utente quando dovrebbe, ma lo asseconda.
Trade-off rifiuto/rispostaRidurre le allucinazioni spesso aumenta i “non rispondo” o i falsi rifiuti. Quindi un modello può sembrare più sicuro solo perché evita troppe risposte utili.

perplexity con GPT5.4

Legge del livellamento AI

In un mondo dove tutti possono scrivere bene, scrivere bene non diventa più un vantaggio

(una skill direbbero le HR)

Quindi quali diverranno le skills del futuro?

Nello schema che segue, anche questo elaborato con Perplexity, le abilità che si prevede saranno più valutate sono… le solite abilità trasversali da sempre considerate le caratteristiche delle persone più flessibili.

Skill 5-10 anniLavoro
Pensiero analiticoMolto più valutataÈ la skill core più richiesta dai datori di lavoro nel 2025.
Alfabetizzazione tecnologicaMolto più valutataÈ tra le skill in crescita più rapida verso il 2030.
Curiosità e apprendimento continuoMolto più valutatiCrescono insieme a resilienza, flessibilità e creative thinking.
Literacy e numeracy di baseRivalutate come prerequisito L’OECD le colloca tra le competenze chiave del XXI secolo e segnala un indebolimento medio di queste basi tra il 2012 e il 2023, quindi diventano meno “scontate” e più preziose come soglia minima.
Resilienza, flessibilità, agilitàMolto più valutateSono tra le skill che distinguono maggiormente i ruoli in crescita da quelli in declino.
Pensiero creativoMolto più valutatoÈ indicato tra le competenze in aumento nel periodo 2025-2030.
Leadership e influenza socialePiù valutateRestano tra le skill core e aumentano di importanza in contesti instabili e trasformativi.
Problem solving adattivo e lavoro nell’ambiguitàRivalutati fortemente La lettura OECD insiste sulla capacità di raggiungere obiettivi in situazioni dinamiche, dove la procedura non è già definita. aipioneers+1
Motivazione, autoconsapevolezza, persistenzaRivalutate Il WEF segnala crescita di motivation and self-awareness, mentre la sintesi OECD evidenzia la volontà di affrontare compiti complessi e aperti come fattore distintivo del valore umano.
Teaching, mentoring, talent managementRivalutatiI cambiamenti demografici spingono la domanda di teaching and mentoring e di talent management.
Resource management, operations, quality controlRivalutati fortementeSono tra le competenze che separano i ruoli in crescita da quelli in contrazione.
AI e big dataMolto più valutateGuidano la classifica delle skill a crescita più rapida.
Networks e cybersecurityMolto più valutateSono subito dietro AI e big data tra le skill in più rapida crescita.
Programmazione e sviluppo applicativoPiù valutati, ma in modo selettivoNon sono la skill più universale in assoluto, ma restano differenzianti nei ruoli in crescita e nei ruoli tech che aumentano più velocemente.
Environmental stewardship e competenze greenPiù valutateEntrano nella top 10 delle skill a crescita più rapida, spinte dalla transizione verde.
Esecuzione clericale e segretariale routinariaPiù svalutataI ruoli clericali e segretariali sono tra quelli con il calo assoluto più forte.
Inserimento dati e routine informative ripetitivePiù svalutati I data entry clerks risultano in declino e l’AI tende a gestire sempre meglio i compiti informativi ripetitivi.
Destrezza manuale, endurance e precisione come vantaggio principaleSvalutate relativamenteSono le skill con il calo netto più marcato nelle aspettative dei datori di lavoro.

Questa è l’analisi interessante (sempre perplexity & GPT5,4) ma per me troppo ottimistica. Continuo a chiedermi quando tutti possono disegnare bene o magari progettare bene un ponte come valutiamo le specifiche abilità delle persone.

Rex Luscus

Nel 1984 potevi comprare un Commodore 64 (o con un po’ di risorse in più un Apple II), e accendendolo ottenevi questo bel prompt (si chiamava e si chiama così)

e basta. Quello era.

Quando ho iniziato io avevo un bel registratore bianco con un contagiri dove si metteva una cassettina (audio) e si salvava il nostro programma.

Era il momento di scrivere

10 PRINT "COME TI CHIAMI ";
20 INPUT A$
30 PRINT "CIAO ";
40 PRINT A$

poi scrivevi “RUN” e invio e ti sembrava di essere un dio.

Scrivevo, qui, vent’anni abbondanti fa

Mi mancava il mio computer e la mia rete e il mio blog, dove ho controllo. Mi basta un tag e cambio l’apparenza del mio mondo (o della mia porzione di mondo) qui io sono un demiurgo se non un dio e l’idea diventa cosa.

Oppure, e questo penso che sia un passaggio in un altro mondo) si andava in edicola a comprare riviste come MCmicrocomputer o Personal Software dove c’erano i listati (si chiamavano così) da ricopiare

http://www.introni.it/riviste_personal_software.html

Poi si andava in giro per le migliori librerie che forse avevano il mitico “Commodore 64 Reference Guide”, rilegato con costa di plastica ed anelloni bianchi. (Più probabilmente ordinato per posta, magari da una libreria inglese. Dopo un paio di settimane ti arrivava)

Tutta questa storia per dire che assieme al complesso di Dio imparavamo (imparavo) una abilità nella gestione delle macchine della quale magari abbiamo fatto una carriera.

Per contrasto, i ragazzi e le ragazze in uscita dalla scuola superiore, presuntuosamente etichettati come “nativi digitali” — hanno tanti pregi, per carità — ma hanno grandissime difficoltà anche con il semplicissimo concetto di “file“.

Ennesima parentesi, a me e a quelli come me tocca spesso aggiustarli i computer e sistemare il software che non và o tirare l’impostazione nascosta che sblocca qualcosa. Penso che la domanda più impossibile che mi viene fatta, quella che genera un fastidio difficile da comprendere per chi non fa questo lavoro (per chi non ha questo burden) è (te la fanno dopo che hai risolto il problema) “cosa è successo, come mai, fino a ieri era tutto a posto, cosa hai fatto” dopo che hai smanettato per minuti alla ricerca di una soluzione. Hai voglia a spiegare che puoi risolvere un problema senza saperne la causa.

Legge della soluzione tecnica agnostica

Si può risolvere un problema senza conoscerne la causa

Tutta questa storia e questa autobiografia informatica solo per dire che forse, forse, siamo più attrezzati noi, che siamo sopravvissuti in un mondo di cartine geografiche e agendine piene di numeri del telefono. Forse riusciremo noi ad avere un controllo migliore sulle sovrumane AI che ci guideranno.

Ampliarono i suoi compiti all’infinito: gli applicarono circuiti elettronici di decisione-azione, per metterlo in grado di dirigere gli altri calcolatori, serie su serie di memorie addizionali, altre serie di reti neuroassociative, una fila interminabile di numeri di dodici cifre, una memoria immediata enormemente più vasta. Il numero di neuroni in un cervello umano è di dieci alla decima potenza. Dopo tre anni, Mike aveva un numero quasi doppio di neuristors. Fu allora che si svegliò. Non voglio stare a discutere se una macchina può davvero essere viva, davvero essere auto-cosciente. Un virus è auto-cosciente? Nyet, cioè, no! E un’ostrica? Ne dubito. Un gatto? Quasi certamente. Un essere umano? Non so se tu lo sei, tovarisch, ma io lo sono. In qualche punto del passaggio evolutivo da micromolecola a cervello umano, l’autocoscienza fece la sua comparsa. Gli psicologi affermano che questo accade automaticamente ogni volta che un cervello acquista un certo numero, molto elevato, di circonvoluzioni associative. Non vedo quale differenza ci sia se queste sono fatte di sostanze proteiche o di platino.

ROBERT A. HEINLEIN

LA LUNA È UNA SEVERA MAESTRA – (The Moon Is A Harsh Mistress, 1966)

  1. Scopro dopo aver scritto di una singolarità “soft” che Sam Altman l’ha chiamata The Gentle Singularity ↩︎

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