Tradurre tradendo: la versione italiana di “Pace Eterna” di Joe Haldeman

Un pacifico massacro.

Come “Pace Eterna” di Joe Haldeman abbia qualche piccolo problema di resa nella lingua di Dante probabilmente perchè le versioni economiche (URANIA) sono economiche per davvero e perchè nel 1998 non era disponibile la Wikipedia: quindi non stupitevi di trovare tra gli elementi comuni nell’universo il NITROGENO (no a questo punto non si è arrivato, qui) o come, infine,  il vostro personaggio preferito sia promosso “Luogotenente” come all’epoca napoleonica.

Immagine di Pace eternaPace Eterna (Forever Peace, 1997) è un romanzo di Joe William Haldeman. Secondo la Wikipedia ha vinto nel 1998 i tre premi principali americani destinati ai romanzi di fantascienza: il Nebula Award, il premio Hugo e il John W. Campbell Memorial Award.
Ho trovato l’edizione Urania (24 mag 1998, Urania 1336, Arnoldo Mondadori Editore, Milano – prima ed unica edizione italiana) in bancarella (2 euro) e l’ho rapita. Haldeman è autore di pregevoli cose, almeno due romanzi da leggere (lo splendido Guerra Eterna, e il discreto Ponte Mentale) e racconti, antologie  caratterizzate da scrittura tale per rientrare, proprio nel settore dove impera la legge di Sturgeon, nel dieci per cento (scarso) degli autori di qualità.

Il romanzo mi è apparso subito un pò sbilenco, strutturalmente confuso e pieno di imprecisioni: quante attribuirne all’autore e quante alla frettosola localizzazione sarà l’argomento di questo articolo, nato dal confronto della versione italiana con l’originale. Ho cercato di non svelare la trama per intero, ma, chi non voglia altre informazioni sulla storia è bene che non continui la lettura…

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20 marzo 2009 - 23:28 | tags: , , , , | 2 commenti

Allora buon Darwin Day

la HMS Beagle

Sarebbe bello iniziare il post dedicato al Darwin Day (quello vero, quello del centenario) con un incipit rutilante, classico, marziale e tonitruante da finire sulle antologie, ma, a volte, atteso che la ispirazione come il coraggio uno non se la può; dare, o si va avanti copiando qualcosa o si traccheggia. (Che poi è sempre stato il non ufficiale motto di queste note e di questo sito – che non si chiama blandamente invano!

Eppure, per una parte ascosa e ineffabile di umanità, una parte poco propensa all’urlìo e alla propaganda, quella di oggi è una data importante e l’uomo che celebriamo è un uomo importante. Da qualche parte, e diffusa come solo internet sa fare, c’è la classifica dei 100 più importanti personaggi storici di sempre (The 100: A Ranking of the Most Influential Persons in History: un saggio molto discusso di Michael H. Hart che la Big W mi dice un astrofisico) e Charles è solo 16°. Non ho parole. Almeno Galileo è 12° (ti sei ricordato di essere uno scienziato infine).

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12 febbraio 2009 - 19:41 | tags: , | Nessun commento

Cibo per la lettura – dieci strepitosi saggi di scienza naturale

Da vorace lettore sono sempre alla ricerca di spunti per trovare libri che vale la pena di leggere. Negli ultimi diciotto mesi ho cambiato decisamente genere (è vero che non si trova un buon romanzo ? – se qualcuno ha suggerimenti è ben venuto) e sono passato a leggere sempre più quelli che (bel nome) in Italia si chiamano  ’saggi’. Magari qualcuno cerca consigli: quelli che seguono sono alcuni dei libri che ho letto (o riletto) in questo periodo e che (con molto poco peso specifico) consiglio. Non solo interessanti e di grande valore storico (o scientifico e/o divulgativo e questo non lo dico io) ma sono, soprattutto, una goduria da leggere.

Ecco la lista

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12 novembre 2007 - 17:49 | tags: , , | Nessun commento

Le maschere di Sirene

 

Le maschere di Sirene sono il simbolo di tutti gli artifici con cui l’uomo cerca di affrontare il mondo

Riccardo Valla: L’universo in maschera di Jack Vance

Sirene non è un pianeta tranquillo.
Fan, la capitale, è un intrico di moli e canali sul Litorale Titanico, l’unica zona civilizzata.
Il continente è territorio dei barbari. Il mare esterno infestato di feroci animali.
I Sireniani, che comunicano tra loro cantando accompagnandosi con dozzine di piccoli strumenti musicali portatili suonati abilmente, hanno costituito una strana società individualista-edonista-guerriera.
Ogni cittadino guadagna/mantiene il proprio "strakh" (prestigio/onore/classe) con le proprie abilità di artigiano, di guerriero, di musicista (in genere interlacciate).
Lo "strakh" di un uomo, l’unica moneta di Sirene, è evidenziato dalla elaborata, artistica maschera che ciascuno indossa -per non dover mai perdere la faccia.
Un’uomo di indiscusso valore indosserà un’Orco Silvano o una Tigre dei Venti del Sud, uno studioso sfoggerà un Gufo Speleo o un’Astrazione notturna. Uno straniero, giù in basso nello strakh, potrà appena permettersi una Falena Lunare o un Grillo Lacustre, mascherine comiche e senza pretese appena un po’ più su dei cenci di stoffa che nascondono il viso degli schiavi. E’ chiaro che i più valenti artigiani si contenderanno l’onore di donare schiavi, barconi, maschere, artifatti ad un Dominatore del Drago Marino, ricevendo loro stessi un vantaggio in strakh dall’accettazione del loro lavoro da parte del Lord Eroe.

Ogni uomo è una maschera su Sirene. Ogni maschera un’attestazione di status.

Le maschere si usano in ogni momento, in accordo con la filosofia per cui uno non deve essere obbligato a mostrare un’immagine imposta da fattori che esulano dal proprio controllo, e deve godere della libertà di scegliere l’aspetto esteriore più consono con il proprio strakh. Nell’area civilizzata di Sirene (il litorale titanico) nessuno mostra il proprio volto nudo per nessuna circostanza: esso costituisce il segreto fondamentale dell’individuo.

Sul nostro pianeta, la vecchia Terra, lo "strakh" è legato al lavoro, alla posizione sociale, ai soldi, all’aspetto fisico, all’abilità nei rapporti umani. Ricordo un amico che, vedendo una ragazza di bell’aspetto accompagnarsi con un ragazzo di (presumibile) "strakh" inferiore chiamava questo fatto "un abominio".
E’ vero, tuttavia, che lo "strakh" si simula o si acquista: le nostre maschere sono l’abbigliamento (andate ad un colloquio di lavoro senza giacca e cravatta e fatemi sapere), la proprietà di linguaggio e l’accento, il corpo palestrato e il seno ristrutturato.
Più semplicemente è sufficiente una Porsche nera per acquisire uno strakh decisamente elevato.
Forse è meglio Sirene. (Questa frase la canto, accompagnata dal Gomapardo.)

Jack Vance creatore di mondi e ingegnere dell’utopia: una comunità di internettiani pubblica l’opera integrale. Sulle vecchie bancarelle, la migliore edizione della "Falena Lunare" in "I Figli dello Spazio" – Grandi Opere Editrice Nord -antologia assolutamente imperdibile – Traduzione di G.L. Staffilano. In questi giorni in edicola nel Millemondi Estate dedicato a Vance.

Avendo un paio d’ore di connessione veloce disponibile c’è questo radio-dramma (inglese).

3 giugno 2003 - 11:58 | tags: , , | Nessun commento