Una terra, un cielo
il film piĂą bello di tutti – tutte le sere sopra le nostre teste
Buon Anno Internazionale dell’Astronomia
20 gennaio 2009 - 13:16 | tags: Astronomia | Nessun commento
Chi vive in selve…
Solitudine amata,
Le bell’ombre ch’hai tu, son puri lumi,
Che ne l’etĂ dorata
Fosti stanza et albergo ai sommi numi,
Onde chi vive in selve,
S’assomiglia agli dei, non a le belve.
Girolamo Fontanella -Â Ode alla vita solitaria via Biblioteca Italiana
19 gennaio 2009 - 15:16 | tags: Citazione, Letteratura | Nessun commento
The quest for the perfect song – 1 – Billie Holiday – Don’t Explain
Alla ricerca della canzone perfetta – primo tentativo
Billie Holiday – Don’t explain
una spiegazione della (semplice) e triste storia alla base della canzone in questo breve estratto inglese sulla NPR (apre un player)
Il testo (clamorosamente autoesplicativo: la grandezza è semplicità )
Hush now, don't explain Just say you'll remain I'm glad your back, don't explain Quiet, don't explain What is there to gain Skip that lipstick Don't explain You know that I love you And what love ain't does All my thoughts of you For I'm so completely yours Cry to hear folks chatter And I know you cheat Right or wrong, don't matter When you're with me, sweet Hush now, don't explain You're my joy and pain My life's yours love Don't explain
11 dicembre 2008 - 16:52 | tags: Canzoni, Corista Per Caso, Musica, Voce | Nessun commento
Coerenza
Ambiente, premio Nobel nel dream team
Il fisico Steven Chu scelto da Obama come segretario per l’Energia.
Imponente la squadra per la difesa del pianeta
Ambiente, premio Nobel nel dream team – Corriere della Sera.
11 dicembre 2008 - 16:32 | tags: | Nessun commento
LAM(orte) rossa – o della antica arte italiana di complicare le cose semplici
Poniamo il caso di abitare in una cittĂ molto trafficata da turisti, molti magari di passaggio velocemente perchè una grande attrazione monumentale costituisce (e, purtroppo esaurisce) la ragione della visita. Bene, questa cittadina ha tre punti di passaggio dei turisti: il punto A è l’aeroporto, praticamente inurbato e in grande sviluppo per i voli low cost. Il punto B è la stazione ferroviaria (relativamente) ben collegata con le altre cittĂ d’arte della regione e con il capoluogo. Il punto C è la suddetta attrazione che per celeritĂ chiamerò con il nome in codice “Torre“.
I tre punti, A, B, C sono praticamente allineati sull’asse Sud-Nord, nell’ordine e distribuiti uniformemente su circa quattro kilometri. Io abito vicino al punto B, e prendo il treno quasi tutti i giorni risultando “de facto” un pendolare.
Queste sono le premesse, giustificative del fatto che, molto comunemente, e con buona parte degli accenti del mondo mi ritrovo molto spesso ad essere interrogato da viandanti, turisti o viaggiatori su come, dal punto B appunto, raggiungere l’aeroporto e/o la torre. Il bus navetta che ci si aspetterebbe c’è ed è abbastanza comodo. Manca, alle fermate, il cartello (una comoda icona a forma di torre pendente e un’altra a forma di aeroplanino sarebbero universalmente capite) – ma questa è una cittĂ troppo “sustiusa” (si direbbe in salentino) e il carattere cittadino è bene espresso dalla vecchia barzelletta che vede il turista in macchina abbassare il finestrino e chiedere al locale:
-”Scusi! Per l’arcivescovado ?”
-”Sì, certo. Sa dov’è Via San Ranieri?”
-”No”
-”Allora non glielo so spiegare”.
E, insomma, almeno un po’ di disagio a ’sti foresti lo si deve dare, o no? Insomma l’autobus che porta alla torre si chiama LAM (acronimo di Linea ad Alta MobilitĂ ) ma anche le navette che vanno da Est a Ovest e in diagonale si chiamano con spreco di fantasia LAM e allora si distinguono coi colori (e i color-blind seguaci di Dalton vadano a farsi curare) LAM Rossa e Verde e Blu circolano garrule in allegria per la cittadina. Dalla stazione la LAM rossa, dunque, mena verso la Torre e la LAM rossa, nell’altro senso e casomai non ci si confondesse, conduce in 3 minuti all’aeroporto.
Finale di partita: quando mi chiedono che bus prendere è tutto un procedere a tentoni (LAM el ei em , Red el ei em Airport: check the colour. There is “Aeroporto” written…) e poi gesti ad indicare le fermate (chissĂ perchè diverse).
Lo spiego ieri, ad un simpatico napoletano, come e dove prendere la LAM rossa, in una quarantina di secondi buoni (in italiano !).
Alla fine se ne va poco convinto.
“Sì ma che nummero!” mi chiede.
Io allargo le braccia.
24 ottobre 2008 - 12:10 | tags: Interaction Design, Le cose e i loro nomi | Nessun commento
