L’alba dell’età dell’acquario

venerdì, 12. dicembre 2003, 14:22

acquario

"Bidone" è sempre più indaffarato e il suo ruolo sociale è come cresciuto negli ultimi giorni: i maggiorenti della piazzetta gli rivolgono deferenti saluti conferendogli ulteriore strakh (onore).
"Bidone" -lo chiamo così- il nome passandogli dalla funzione, mi pare. Percorre gli anni felici della vita di un uomo quando l’età diviene davvero indefinita, atteso che, come lui, si sia magrotti e si portino baffetti curati ancora totalmente neri. Lui è così sovranamente anticonformista da indossare abiti che sembrano adatti a caricature di partigiani francesi della seconda guerra mondiale, abiti che completa con inimmaginabili baschi color topomorto o verdemarcio.
Ma quello che mi colpisce è il suo lavoro: consiste nel muoversi avanti e indrè per il quartiere salutando tutti a tutte le ore per buona parte della giornata nell’attesa che, chiusosi il pomeriggio, la sera calmi il traffico metropolitano e gli consenta di caricare il suo minivan/monovolume con una buona mezza dozzina di taniche da venti litri. Si reca, immagino con la solita invidiabile calma, all’acquedotto mediceo a riempire i bidoni di acqua che arriva da Lucca e che dicono molto buona da bere.
Torna e scarica con calma i suoi bidoni.
Ogni tanto citofona alle mie vicine, fà: "Ti serve acqua ?".
La crisi delle acque minerali gli fa bene, il suo servizio è un business in crescita.
L’ultima volta in giro gli scopro, permanente, un sardonico mezzo sorriso…

12 dicembre 2003 - 14:14 | tags: | Nessun commento

That’s the Sound of the Men Working on the Chain ga-a-ang

lunedì, 24. novembre 2003, 15:54

 

[Colonna sonora: Sam Cooke Chain Gang]

"non dite a mia mamma che lavoro nella formazione professionale, lei pensa che faccia il pianista in un bordello"

Se mia madre trovasse il mio blog, novello adattamento dell’immortale caccia al diario dell’adolescenti, lo troverebbe così banalmente privo di festini e gozzovigli, così scevro di pruriginosi particolari piccanti che, paventando l’ipotesi, almeno faccio l’outing di cui sopra. Certi miei trascorsi artistici del resto, poco avevan da invidiare all’eroica figura di "musicista postribolare" [classificazione ISTAT 0113459 Artista/intrattenitore per Saloni di Servizi alla Persona]
La peggiore delle mie mansioni rimane il quotidiano scontro con moduli e registri tutti inopinatamente pregni del più funanbolico gergo settoriale: quando qualche ragazzo mi chiede il perchè dell’incomprensibilità delle riviste informatiche rispondo abbozzando. Ma loro son fortunati a non scontrarsi con l’universo parallelo e inconoscibile (non ineffabile, purtroppo) dei "crediti formativi", della "analisi ponderata del fabbisogno dei discenti", del "rapporto empatico tutoriale", e di talaltri nequizie che mi invoglierebbero (e ora lo faccio) a scriverne un generatore automatico (VTBG-online, ora lo brevetto, dove VTB sta per vocational training bullshit generator – Mamma perdonami se non traduco).
Chi sa fa, chi no insegna, chi proprio non capisce un trullàllero (mi raccomando la pronuncia sdrucciola se non non fa effetto) progetta.

24 novembre 2003 - 14:13 | tags: | Nessun commento

Il Ruggito del Bradipo

 

Earth Blog Summit

Ad Ancona nell’ambito della fiera Eco&Equo (dal 20 al 23 novembre http://www.ecoandequo.it) un gruppo di blogger interessati ai temi ambientali si riunisce sabato 22 "per conoscersi, discutere agire".
( ulteriori informazioni su pandemia, il blog di Luca.)
Fin qui la notizia.

Blandamente, il blog che preferisce i bradipi e le balenottere grigie del pacifico a numerosi umani appoggia (direi "appoggia decisamente" ma l’avverbio cozza contro i principi filosofici del sito) l’iniziativa e la seguirà. Il modesto estensore rifletterà, anche per biechi motivi personali, se parteciparvi fisicamente, nonostante la distanza e gli impegni: andare ad Ancona mi porterebbe a poter rivisitare la cittadina che preferisco nell’universo. Al teatro Pergolesi (si, il mio teatro preferito) c’è anche questo bell’evento (dal nome un po’ opinabile): Intrecci Primo Festival di scritture contemporanee tra teatro cinema e letteratura.
Yum !

Postilla autoreferrerenziale
Bello questo pezzo del Riformista su Rula Jebreal

13 novembre 2003 - 14:11 | tags: | Nessun commento

Una emozione incerta – forse una non emozione.

mercoledì, 12. novembre 2003, 17:34

 

Lo straniero – outsider non stranger – prende il controllo.
Le "condizioni al contorno", l’ambiente, le persone, il lavoro: tutto precipita in una nuvola indefinita, in un effetto nebbia.
"Posso fare una domanda che non ci incastra niente" fa, come sempre (e sempre non ci incastra) una ragazza al mio corso, "perchè la mia macchina fotografica, quando il flash è semiscarico fa foto nebbiose ?" –
- "Perchè è un mondo difficile e nebbioso e il futuro è incerto "- vorrei risponderle.
Così, come nelle sue foto nebbiose mi appaiono le persone con le quali, più o meno, mi relaziono: un’ombra di irrealtà proiettata da un’ennesima ondata di solipsismo.
Oggi sono straniero al mondo.
Non fosse che per qualche labbra appena rosea su volti impalliditi dal primo freddo, complessioni immaginate tra i primi cappotti, uno o due sorrisi timidamente più coinvolgenti.
Non fosse che per i colpi di maglio, la realtà irrompe, sono i titoli dei giornali on-line che affrontano le breaking-news di bombe e morti ammazzati.

12 novembre 2003 - 21:23 | tags: | Nessun commento

Una emozione incerta – forse una non emozione.

mercoledì, 12. novembre 2003, 17:34

 

Lo straniero – outsider non stranger – prende il controllo.
Le "condizioni al contorno", l’ambiente, le persone, il lavoro: tutto precipita in una nuvola indefinita, in un effetto nebbia.
"Posso fare una domanda che non ci incastra niente" fa, come sempre (e sempre non ci incastra) una ragazza al mio corso, "perchè la mia macchina fotografica, quando il flash è semiscarico fa foto nebbiose ?" –
- "Perchè è un mondo difficile e nebbioso e il futuro è incerto "- vorrei risponderle.
Così, come nelle sue foto nebbiose mi appaiono le persone con le quali, più o meno, mi relaziono: un’ombra di irrealtà proiettata da un’ennesima ondata di solipsismo.
Oggi sono straniero al mondo.
Non fosse che per qualche labbra appena rosea su volti impalliditi dal primo freddo, complessioni immaginate tra i primi cappotti, uno o due sorrisi timidamente più coinvolgenti.
Non fosse che per i colpi di maglio, la realtà irrompe, sono i titoli dei giornali on-line che affrontano le breaking-news di bombe e morti ammazzati.

12 novembre 2003 - 14:08 | tags: | Nessun commento

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