Chi vive in selve…
Solitudine amata,
Le bell’ombre ch’hai tu, son puri lumi,
Che ne l’etĂ dorata
Fosti stanza et albergo ai sommi numi,
Onde chi vive in selve,
S’assomiglia agli dei, non a le belve.
Girolamo Fontanella -Â Ode alla vita solitaria via Biblioteca Italiana
19 gennaio 2009 - 15:16 | tags: Citazione, Letteratura | Nessun commento
LAM(orte) rossa – o della antica arte italiana di complicare le cose semplici
Poniamo il caso di abitare in una cittĂ molto trafficata da turisti, molti magari di passaggio velocemente perchè una grande attrazione monumentale costituisce (e, purtroppo esaurisce) la ragione della visita. Bene, questa cittadina ha tre punti di passaggio dei turisti: il punto A è l’aeroporto, praticamente inurbato e in grande sviluppo per i voli low cost. Il punto B è la stazione ferroviaria (relativamente) ben collegata con le altre cittĂ d’arte della regione e con il capoluogo. Il punto C è la suddetta attrazione che per celeritĂ chiamerò con il nome in codice “Torre“.
I tre punti, A, B, C sono praticamente allineati sull’asse Sud-Nord, nell’ordine e distribuiti uniformemente su circa quattro kilometri. Io abito vicino al punto B, e prendo il treno quasi tutti i giorni risultando “de facto” un pendolare.
Queste sono le premesse, giustificative del fatto che, molto comunemente, e con buona parte degli accenti del mondo mi ritrovo molto spesso ad essere interrogato da viandanti, turisti o viaggiatori su come, dal punto B appunto, raggiungere l’aeroporto e/o la torre. Il bus navetta che ci si aspetterebbe c’è ed è abbastanza comodo. Manca, alle fermate, il cartello (una comoda icona a forma di torre pendente e un’altra a forma di aeroplanino sarebbero universalmente capite) – ma questa è una cittĂ troppo “sustiusa” (si direbbe in salentino) e il carattere cittadino è bene espresso dalla vecchia barzelletta che vede il turista in macchina abbassare il finestrino e chiedere al locale:
-”Scusi! Per l’arcivescovado ?”
-”Sì, certo. Sa dov’è Via San Ranieri?”
-”No”
-”Allora non glielo so spiegare”.
E, insomma, almeno un po’ di disagio a ’sti foresti lo si deve dare, o no? Insomma l’autobus che porta alla torre si chiama LAM (acronimo di Linea ad Alta MobilitĂ ) ma anche le navette che vanno da Est a Ovest e in diagonale si chiamano con spreco di fantasia LAM e allora si distinguono coi colori (e i color-blind seguaci di Dalton vadano a farsi curare) LAM Rossa e Verde e Blu circolano garrule in allegria per la cittadina. Dalla stazione la LAM rossa, dunque, mena verso la Torre e la LAM rossa, nell’altro senso e casomai non ci si confondesse, conduce in 3 minuti all’aeroporto.
Finale di partita: quando mi chiedono che bus prendere è tutto un procedere a tentoni (LAM el ei em , Red el ei em Airport: check the colour. There is “Aeroporto” written…) e poi gesti ad indicare le fermate (chissĂ perchè diverse).
Lo spiego ieri, ad un simpatico napoletano, come e dove prendere la LAM rossa, in una quarantina di secondi buoni (in italiano !).
Alla fine se ne va poco convinto.
“Sì ma che nummero!” mi chiede.
Io allargo le braccia.
24 ottobre 2008 - 12:10 | tags: Interaction Design, Le cose e i loro nomi | Nessun commento
Darwin Day !
[image credits richarddawkins.net ] – e il 15 Febbraio è il GG (Giorno di Galileo) altrettanto degno di (laiche) celebrazioni.
Auguri a tutti.
12 febbraio 2008 - 17:46 | tags: | 1 commento
La spezia deve fluire
Nel 2007 non hanno ancora capito cos’è il Web, hai voglia a proclamare, “vox clamantis in deserto” che la spezia deve fluire e che il flusso e il link è tutto. Hanno paura dei link, tutti convinti che la propria piccola pagina web sia il centro dell’universo e (mai sia) qualcuno potrebbe abbandonarla per visitare altri lidi – cosa mai c’è nel mondo di meglio del sito “amministratorecondominiorossialtuoservizio.it” e quale demone ti conduca anche solo a volere navigare fuori dal mio sito. – Al posto di ringraziare il (mal)capitato visitatore che sua maestĂ Google ti ha inviato offrendogli non dico la risposta alla sua richiesta ma, al meno, un paio di bei link da visitare, lo intruppi in queste pagine “dead end” – vicoli ciechi.
Non che i navigatori del procelloso oceano internettiano abbiano capito a fondo caratteristiche, funzione ed uso del megatron Google: un mio allievo pensava fosse il computer centrale (ed unico) di “Internet”. Altri interrogano il megamotore come fosse l’oracolo della sibilla o un cartello da affigere in una bacheca – “cercansi operai specializzati” “dove posso trovare la verdura a buon mercato” – sono chiavi di ricerca inventate ma assolutamente corrispondenti a quelle che trovo nei siti che gestisco e controllo.
E finchĂ© rimane su YouTube, questo è Giovanni Allevi – Go with the flow
trovato in questo bel blog cui, visitatore – che potresti essere giunto qui digitando “il giovane older” – ti re-invio volentieri.
7 dicembre 2007 - 17:42 | tags: | Nessun commento
Writely o della fine della dittatura di Word
Usare Writely (http://www.writely.com) per realizzare un documento di testo online, salvarlo, ‘postarlo’ sul blog, stamparlo, scaricarlo in PDF, con un facilitĂ ineguagliabili dalle suitone per l’uffiico. GiĂ penso alla prossima migrazione… Mi chiedono, ma mettere tutta la nostra produzione su server esterni può avere ripercussioni riguardo alla sicurezza ? Sì, rispondo, per il momento incrementandola.
6 ottobre 2006 - 13:31 | tags: | Nessun commento