Imago
Ovvero fantasma, oppure “dell’attrazione” perchè “…nulla esiste di piĂą singolare del rapporto tra persone che si conoscano solo con gli sguardi…” cito (e rovino) a memoria Thomas Mann di Morte a Venezia.
Poi la trovo la citazione:
Niente di piĂą singolare, piĂą imbarazzante che il rapporto fra persone che si conoscono solo attraverso gli occhi – che si vedono tutti i giorni a tutte le ore, si osservano e nello stesso tempo sono costretti dall’educazione o dalla bizzarria a fingere indifferenza e a passarsi accanto come estranei, senza saluto nè parola. Fra di loro c’è inquietudine ed esasperata curiositĂ , l’isteria di un bisogno insoddisfatto, innaturale e represso di conoscersi e di comunicare e soprattutto una sorta di ansiosa attenzione. Infatti l’uomo ama e onora l’uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è frutto di una conoscenza incompleta.
…il desiderio è frutto di una conoscenza incompleta.
Riprendo questo post dopo 10 giorni, (giorni di niente) ancora scosso dalla potenza della frase… poi conosco, beneinteso, la ragazza che mi aveva spinto a iniziare questo discorso, ancora, e a questo punto per sempre, incompleto.
23 novembre 2001 - 4:26 | tags: Citazione, Letteratura | Nessun commento
Fantasmi dal Passato
Be’, capita che l’altra sera rivedo qualche scene del film “Il Colpo della Metropolitana” (The Taking of Pelham One Two Three quattro professionisti o presunti tali rapiscono un treno della metro di NYC e minacciano di uccidere gli ostaggi uno ad uno)… quelli erano anni in cui il buon Walter Matthau era grandissimo interprete di film di azione (per esempio Charley Varrick il meglio che vi possa capitare in TV nelle notti insonni, un tesissimo film di Don Siegel, assolutamente imperdibile !)… comunque il Colpo della Metropolitana ha la sua importanza perchè il vecchio volume mondadori del romanzo di John Godey da cui il film è tratto campeggiava nonsocome nella piccola libreria dell’ingresso di casa mia, l’unica a contenere libri non miei, adulti (io undecenne o poco piĂą) tra i quali ricordo “Vestivamo alla marinara” della Suni Agnelli o “Paura di Volare” della Jong (che però avrei letto moolto piĂą tardi..)… insomma il volume di Godey, con la storia nuda e cruda dei prototerroristi (in realtĂ venalissimi kidnappers) fu uno dei primi libri a scuotermi (io che mi pascevo ancora di Verne e Salgari alternandoli a classici meno capiti) e a segnalarmi l’emozioni forti della scrittura ..:: [in particolare una scena, che ricordo vent'anni dopo l'ultima rilettura, di amore tra il rubato e il sublimato tra un giovane malvivente e una sua (spero) sexy insegnante, in un flash-back narrativo oniricheggiante]::..
26 ottobre 2001 - 15:52 | tags: | Nessun commento