Le Parole della Fantascienza

mercoledì, 10. novembre 2004, 13:06

e quando sono nate.

-’ quanto hai pagato quel drone’
-’1500 crediti’

Groundhog, per esempio ‘Terricolo’ in italiano, è chi non ha mai abbandonato il pianeta. ‘Space shuttle’ risale agli anni cinquanta.
Alcune mi piacciono più in Inglese che in Italiano. La parola ‘Astrogatore’, tipicamente heinleniana, non l’ho mai sopportata.

http://www.jessesword.com/SF/sf.shtml

10 novembre 2004 - 17:18 | tags: | Nessun commento

Le maschere di Sirene

 

Le maschere di Sirene sono il simbolo di tutti gli artifici con cui l’uomo cerca di affrontare il mondo

Riccardo Valla: L’universo in maschera di Jack Vance

Sirene non è un pianeta tranquillo.
Fan, la capitale, è un intrico di moli e canali sul Litorale Titanico, l’unica zona civilizzata.
Il continente è territorio dei barbari. Il mare esterno infestato di feroci animali.
I Sireniani, che comunicano tra loro cantando accompagnandosi con dozzine di piccoli strumenti musicali portatili suonati abilmente, hanno costituito una strana società individualista-edonista-guerriera.
Ogni cittadino guadagna/mantiene il proprio "strakh" (prestigio/onore/classe) con le proprie abilità di artigiano, di guerriero, di musicista (in genere interlacciate).
Lo "strakh" di un uomo, l’unica moneta di Sirene, è evidenziato dalla elaborata, artistica maschera che ciascuno indossa -per non dover mai perdere la faccia.
Un’uomo di indiscusso valore indosserà un’Orco Silvano o una Tigre dei Venti del Sud, uno studioso sfoggerà un Gufo Speleo o un’Astrazione notturna. Uno straniero, giù in basso nello strakh, potrà appena permettersi una Falena Lunare o un Grillo Lacustre, mascherine comiche e senza pretese appena un po’ più su dei cenci di stoffa che nascondono il viso degli schiavi. E’ chiaro che i più valenti artigiani si contenderanno l’onore di donare schiavi, barconi, maschere, artifatti ad un Dominatore del Drago Marino, ricevendo loro stessi un vantaggio in strakh dall’accettazione del loro lavoro da parte del Lord Eroe.

Ogni uomo è una maschera su Sirene. Ogni maschera un’attestazione di status.

Le maschere si usano in ogni momento, in accordo con la filosofia per cui uno non deve essere obbligato a mostrare un’immagine imposta da fattori che esulano dal proprio controllo, e deve godere della libertà di scegliere l’aspetto esteriore più consono con il proprio strakh. Nell’area civilizzata di Sirene (il litorale titanico) nessuno mostra il proprio volto nudo per nessuna circostanza: esso costituisce il segreto fondamentale dell’individuo.

Sul nostro pianeta, la vecchia Terra, lo "strakh" è legato al lavoro, alla posizione sociale, ai soldi, all’aspetto fisico, all’abilità nei rapporti umani. Ricordo un amico che, vedendo una ragazza di bell’aspetto accompagnarsi con un ragazzo di (presumibile) "strakh" inferiore chiamava questo fatto "un abominio".
E’ vero, tuttavia, che lo "strakh" si simula o si acquista: le nostre maschere sono l’abbigliamento (andate ad un colloquio di lavoro senza giacca e cravatta e fatemi sapere), la proprietà di linguaggio e l’accento, il corpo palestrato e il seno ristrutturato.
Più semplicemente è sufficiente una Porsche nera per acquisire uno strakh decisamente elevato.
Forse è meglio Sirene. (Questa frase la canto, accompagnata dal Gomapardo.)

Jack Vance creatore di mondi e ingegnere dell’utopia: una comunità di internettiani pubblica l’opera integrale. Sulle vecchie bancarelle, la migliore edizione della "Falena Lunare" in "I Figli dello Spazio" – Grandi Opere Editrice Nord -antologia assolutamente imperdibile – Traduzione di G.L. Staffilano. In questi giorni in edicola nel Millemondi Estate dedicato a Vance.

Avendo un paio d’ore di connessione veloce disponibile c’è questo radio-dramma (inglese).

3 giugno 2003 - 11:58 | tags: , , | Nessun commento

Belli Brutti e Britti

mercoledì, 7. maggio 2003, 17:28

Un bel Blog tecnico simiandesign

le esilaranti recensioni al film (di fantascienza ?) più brutto di ogni tempo per gli americani – gli italiani lo stroncavano con disincantata serietà come s’usa per la maggioranza degli stolidi action d’oltreoceano.

Incipit blog sembra chiuso: chiederei di postare il più brutto

Le palle cozzarono insieme due volte, forte.
“Tac tac!” fece il conte Perlotti guardandole correre attento, con il gesso nella destra e la stecca nella sinistra.

( E’ troppo bello, lo dovevo ripostare!)

Britti come Arigliano che 7000 caffè gli aveva bevuti prima (1963) secondo questo mio concittadino [post del 1 aprile ma dove sono i permalink su il cannocchiale?] che mi leva il primo posto in google in questa ricerca. Boh, sarà che la mia pagina è un po’ più vecchia.

La Sars ha una mortalità inquietante ma per alcuni è solo un meme.

Il quiz di oggi (linguistico-fonetico)
Quale relazione, oltre alla abbondanza di vocali, lega le parole
Wyoming, Aiuola, Baule, Aurelia e Palaia?

7 maggio 2003 - 14:05 | tags: | Nessun commento

I libri sul comodino

venerdì, 2. agosto 2002, 01:08

shelf

sul mio comodino ci sono 16 libri:

Civiltà al paragone A. J. Toynbee
Il gioco infinito – i 22 racconti SF più belli dell’anno David G Hartwell
Scorrete lacrime disse il poliziotto Philip k. Dick
La penultima Verità Philip K. Dick
Mezzanotte e cinque a Bophal D. Lapierre J. Mono
Nova Samuel R. Delany
Novantatrè V. Hugo
Ragazzi di Vita P. P. Pasolini
Lolita V. Nabokov
Black Dog A. Garland
Illusione di Potere Phil Dick
1996 movie & video guide (A.K.A. la Bibbia) L. Maltin
Fairyland Paul J. McAuley
Preludio a Dune “Casa Atreides” B. Herbert K. J. Anderson
Il piccolo principe Antoine de Saint-Exupery
The Catcher in the Rye J. D. Salinger

nel piccolo vano sotto il ripiano, abbastanza in fondo da
non essere a vista, spesso coperti dagli altri o da giornali ci sono
altri 12 volumi:

Grandi Speranze Dickens
high expectations, lo stesso libro in inglese
Delitto e Castigo Dostoevskij
Sulla strada J. Kerouac
Le storie di Giacobbe T. Mann
Opere complete A. Rimbaud
La montagna incantata (I volume) T. Mann
La tazza e il bastone
Grammatica giapponese Vallardi
Sir Gawain e il Cavaliere Verde Anonimo
Opere complete M. Yourcenar
A canticle for Leibowitz W. M. M. Miller, Jr.

E ora le precisazioni (FAQ):

:::non ho letto tutti questi libri, nè li trovo tutti interessanti,
alcuni classici, che non conoscevo e che ho voluto leggere
non mi hanno suscitato l’emozioni che che la loro fama mi
aveva fatto presagire come possibili. (es. mi hanno deluso il
piccolo principe e Catcher in the rye – però ho imparato la parola “phony”, che Salinger
usa ogni tre frasi)

:::alcuni di questi libri sono illeggibili (Fairyland ad esempio) o bruttini (Casa Atreides)
altri capolavori immortali. Alcuni sono legati a stagioni della mia vita
ormai lontane (Mann per esempio)

:::il mio comodino è abbastanza piccolo, tutti questi libri sono paperback comunque
è ora che sgombri qualcosa e riporti a 6/7 il numero di libri stabili sul ripiano

:::ecchissenefrega stavolta, e sempre, bloggo per me

:::Ellroy, King, Vonnegut, Lansdale, Levi e gli altri ? Ehi, ho una libreria !

2 agosto 2002 - 16:08 | tags: | Nessun commento

Incipit

 

Grande iniziativa dell’Unità – un libro al giorno con incipit e scheda. Hanno segnalato anche Joe Lansdale!!!.
via liberilibri

A proposito di incipit mi piace questo incipitario dove trovo subito il più brutto incipit della letteratura italiana:

Le palle cozzarono insieme due volte, forte.
"Tac tac!" fece il conte Perlotti guardandole correre attento, con il gesso nella destra e la stecca nella sinistra.

Aahhrgh!

Un altro blog da leggere.

30 luglio 2002 - 21:28 | tags: | Nessun commento

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