Non il migliore, non il peggiore

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So esattamente cosa facevo quindici anni fa a quest’ora. Anche diciassette a dire il vero.
Forse queste giornate servono a ritemprare la memoria a lungo termine: come vecchi provati da alzheimer anche io possiedo ricordi lontani cristallini almeno quanto nebulosi e sfocati mi sono i rimpianti vicini (nel tempo e nello spazio).
Riflettendoci, penso che il mio viaggio cronologico sia anche stato un viaggio spaziale, magari non così erratico come avrei voluto, ma sufficientemente spiazzante di luoghi, ambienti, colori diversi.

In un racconto lungo di Van Vogt (The Reflected Men (1971) • Il Cristallo Venuto dal Tempo) una specie di caccia al tesoro  per la salvezza dell’universo vede protagonisti diverse “istanze” di una sola persona: in un mondo dove differenti universi paralleli si toccano possono incontrarsi gli stessi individui plasmati da esperienze a volte solo complementari. Il “che sarebbe se” o meglio il “che sarei stato se” si vivifica.
Il migliore dei possibili me, posso immaginare alquanto diverso in carattere e fortuna, come mi giudicherebbe incontrandomi ?
Come per tutti gli uomini di buona volontà spero solo di essere sufficientemente dissimile dal peggiore dei possibili me stessi.
Incidentalmente, a me e agli altri me sparsi nel multiverso: buon compleanno.


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