LAM(orte) rossa – o della antica arte italiana di complicare le cose semplici

punto_a Poniamo il caso di abitare in una città molto trafficata da turisti, molti magari di passaggio velocemente perchè una grande attrazione monumentale costituisce (e, purtroppo esaurisce) la ragione della visita. Bene, questa cittadina ha tre punti di passaggio dei turisti: il punto A è l’aeroporto, praticamente inurbato e in grande sviluppo per i voli low cost. Il punto B è la stazione ferroviaria (relativamente) ben collegata con le altre città d’arte della regione e con il capoluogo. Il punto C è la suddetta attrazione che per celerità chiamerò con il nome in codice “Torre“.

punto_bI tre punti, A, B, C sono praticamente allineati sull’asse Sud-Nord, nell’ordine e distribuiti uniformemente su circa quattro kilometri. Io abito vicino al punto B, e prendo il treno quasi tutti i giorni risultando “de facto” un pendolare.

Queste sono le premesse, giustificative del fatto che, molto comunemente, e con buona parte degli accenti del  mondo mi ritrovo molto spesso ad essere interrogato da viandanti, turisti o viaggiatori su come, dal punto B appunto, raggiungere l’aeroporto e/o la torre. Il bus navetta che ci si aspetterebbe c’è ed è abbastanza comodo. Manca, alle fermate, il cartello (una comoda icona a forma di torre pendente e un’altra a forma di aeroplanino sarebbero universalmente capite) – ma questa è una città troppo “sustiusa” (si direbbe in salentino) e il carattere cittadino è bene espresso dalla vecchia barzelletta che vede il turista in macchina abbassare il finestrino e chiedere al locale:

-“Scusi! Per l’arcivescovado ?”

-“Sì, certo. Sa dov’è Via San Ranieri?”

-“No”

-“Allora non glielo so spiegare”.

punto_cE, insomma, almeno un po’ di disagio a ‘sti foresti lo si deve dare, o no? Insomma l’autobus che porta alla torre si chiama LAM (acronimo di Linea ad Alta Mobilità) ma anche le navette che vanno da Est a Ovest e in diagonale si chiamano con spreco di fantasia LAM e allora si distinguono coi colori (e i color-blind seguaci di Dalton vadano a farsi curare) LAM Rossa e Verde e Blu circolano garrule in allegria per la cittadina. Dalla stazione la LAM rossa, dunque, mena verso la Torre e la LAM rossa, nell’altro senso e casomai non ci si confondesse, conduce in 3 minuti all’aeroporto.

Finale di partita: quando mi chiedono che bus prendere è tutto un procedere a tentoni (LAM el ei em , Red el ei em Airport: check the colour. There is “Aeroporto” written…) e poi gesti ad indicare le fermate (chissà perchè diverse).

Lo spiego ieri, ad un simpatico napoletano, come e dove prendere la LAM rossa, in una quarantina di secondi buoni (in italiano !).

Alla fine se ne va poco convinto.

“Sì ma che nummero!” mi chiede.

Io allargo le braccia.

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